Aprile 2011 - Bolzano, il sorpasso discreto delle bici
Da un articolo su Il Venerdì di Repubblica del 29 aprile 2011
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BOLZANO, IL SORPASSO DISCRETO DELLE BICI IL CAPOLUOGO ALTOATESINO È IL PRIMO IN ITALIA IN CUI, NEI GIORNI FERIALI, GLI SPOSTAMENTI SU DUE RUOTE HANNO SUPERATO QUELLI IN AUTO. E, INTANTO, GLI ARTIGIANI DEL PEDALE MONTANO LA RIVOLUZIONE... di ALBERTO FIORILLO
Per trovare un centro urbano a pedali non bisogna più salire fino a Copenaghen o Berlino, indiscusse eurocapitali della ciclabilità. Anche nella motorizzatissima Italia c'è chi usa le gambe più dell'acceleratore. Bolzano è, infatti, il primo capoluogo del nostro Paese dove, nei giorni feriali, gli spostamenti in bici (il 29 per cento del totale) hanno superato quelli in automobile (il 27,2). E nella rinuncia alla macchina la crisi c'entra poco, visto che questo cicloboom parte da lontano. «Vent'anni fa» ricorda il sindaco altoatesino Luigi Spagnolli «le persone al volante erano più del doppio rispetto ai ciclisti». Poi è iniziata la rincorsa, con i frequent biker al 20 per cento nel 2002 e al 26 nel 2007, sospinta da una martellante campagna pubblicitaria del Comune, dalla realizzazione di oltre 50 chilometri di itinerari protetti per le due ruote, da una riorganizzazione della viabilità (pedonalizzazioni, limiti di velocità più bassi, una segnaletica che dà la precedenza ai mezzi più lenti) non certo a misura d'auto. Dietro la maglia rosa Bolzano, c'è comunque un gruppo di città che tentano la volata. A Reggio Emilia la bicicletta soddisfa in media il 15% della domanda di mobilità, a Ferrara è slow un terzo della popolazione (il 27% va in bici, l'8 a piedi), a Padova nel 17 per cento dei casi si va da un posto all'altro pedalando e l'amministrazione locale punta a raggiungere il 25 per cento nel prossimo quinquennio. Nel Paese, è vero, il gradimento di questo veicolo a trazione umana resta generalmente basso: copre appena il 4 per cento dei chilometri percorsi in città, poca roba rispetto al 27 per cento olandese o al 18 danese. Tuttavia il numero di italiani che lo usano non è marginale, anche se sono quasi tutti concentrati al nord e in centri medio-piccoli.
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